L'epoca orientalizzante ed arcaica 

   Con l'avvento dell'orientalizzante gli insediamenti si organizzano secondo un modello di tipo "urbano": scelgono un unico sito per l'insediamento, che raggiunge i 20-25 ettari di media , abbandonando alcuni siti prima sede di nuclei di capanne. Attorno ai nuovi centri si organizzano successivamente secondo un piano preordinato le necropoli con tombe a camera di tipo familiare.

L'organizzazione del territorio 

   Dalla seconda metÓ del VII secolo si nota un'organizzazione territoriale nei territori di Magliano e Poggio Sommavilla. Gli insediamenti minori sono situati lungo le valli dei corsi d'acqua collegati agli affluenti del Tevere o alle direttrici che collegavano Magliano e Poggio Sommavilla alle zone pi¨ interne. 
   Le posizioni occupate rispondono a due fattori fondamentali: la vicinanza ad ampi spazi sfruttabili per pascoli e la posizione strategica che permetteva il controllo di ampi spazi di territorio. L'estensione si aggira intorno tra due e cinque ettari, le necropoli sfruttano aree contigue. Esemplificano tale strategia insediativa: Castellano e Foglia nel territorio di Magliano, Monte le Palme in quello di Poggio Sommavilla.

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Insediamenti dell'epoca orientalizzante

 

  • Magliano Sabina 
    Nel corso del VII secolo si assiste ad una occupazione generalizzata dei pianori di sommitÓ delle alture , che costituiscono il colle di Magliano. Le necropoli occupano le alture che prospettano Magliano al di lÓ del fosso delle Gioie, note con i toponimi di madonna Grande, San Biagio e Giglio. La tipologia tombale prevede tombe a fossa re a camera semicostruita, con pilastro in blocchi di tufo che sorreggevano una probabile copertura deperibile. Con l'inizio del VI secolo compaiono le tombe a camera di tipo familiare con pi¨ deposizioni, continua per˛ l'uso di seppellire in tombe a fossa per tutto il VI secolo a.C.

 

  • Poggio Sommavilla
    Con l'avvento dell'orientalizzante l'insediamento di Poggio Sommavilla occupa il pianoro di sommitÓ ed il pendio del colle, ove attualmente sorge l'omonima cittadina. In questa fase si verifica l'abbandono delle aree insediative alla base del colle e la loro destinazione ad usi funerari, come dimostrato dalla cronologia delle tombe pi¨ antiche in vocabolo Grotti e Collina.. Gli scavi condotti nel corso dell'ottocento ( scavi Fossati - 1836-1838 ; scavi Benedetti 1896-98 ) permettono di definire in maniera puntuale l'area dei sepolcreti che si estendono sulle alture degradanti verso l'Aia in vocabolo Collina , Ara de Gelsi e Grotti. 

    Le ricerche nella necropoli sono poi riprese dall'Istituto per l'archeologia etrusco italica nell'ambito della ricerca sulle necropoli della Sabina tiberina e dalla Soprintendenza archeologica per il Lazio, poi continuate autonomamente dalla Soprintendenza. La tipologia tombale prevede tombe a fossa e a camera semicostruita, mentre con l'inizio del VI secolo si afferma definitivamente la tomba a camera ipogea con loculi parietali. I questo periodo sono documentate architetture tombali che rielaborano tipi presenti a Caere e a Chiusi

 

 

Armamento di un guerriero sabino della fine del VII e inizi del VI a.C.

La scrittura

   Il rilievo che il popolo sabino assume nel periodo orientalizzante ed arcaico viene confermato dai fenomeni legati alla formazione e diffusione della scrittura. Il sistema di scrittura sabino noto dalle ollette di Magliano e dalla fiaschetta miniaturistica di Poggio Sommavilla, databili alla fine del VII secolo, viene oggi considerato come modello alternativo a quello etrusco latino per le profonde innovazioni grafiche che interessano le vocali intermedie, la spirante labiodentale ed in genere la stessa direzione della scrittura.

Magliano Sabina, Necropoli del Giglio. Frammento di olletta decorata a incisione con teoria di cavalli gradienti. Tra le figure corre l'iscrizione

La cultura materiale

   Nel corso della seconda metÓ del VII secolo e nel VI secolo a.C. negli insediamenti di Magliano e Poggio Sommavilla Ŕ documentato da produzioni locali un artigianato organizzato, che eserciterÓ una notevole influenza in ambiente adriatico. Le officine ceramiche producono grandi olle d'impasto bruno lucidato a stecca con il corpo scandito da cordoni plastici, calici a corolla e anforette a corpo ovoide su piede a tromba con decorazione a cilindretto sulla spalla, definite "anforette sabine". Il repertorio decorativo annovera partiti geometrici ma anche figurazioni complesse con scene di caccia.

Poggio Sommavilla, la tomba III della necropoli Pasqui oggi al Museo Nazionale di Copenaghen. I vasi rappresentati sono produzioni d'impasto tipiche della zona Magliano Poggio Sommavilla

 

 

Museo di Magliano, impasto lucidato a stecca: coperchio di pisside decorato con elementi plastici (cavalli accosciati) ed incisi  (uccelli in volo sul bordo esterno)

 

Magliano, necropoli del Giglio, calice a corolla